La prima edizione “Le Notti del Vino” ad Usini si confermano un caso di successo: tra Wine Tour, laboratori con i maestri della tradizione, mostre, Masterclass, serata folk e la bella serata conclusiva in piazza.
Se cercate la formula magica per far innamorare di un territorio, Usini l’ha trovata. Anzi, l’ha servita in un calice! Si è chiusa alla grande la kermesse “Le Notti del Vino” organizzata dal Comune in collaborazione con l’Associazione Nazionale “Città del Vino” e l’Associazione “Sonos de traditzione” e la sensazione è quella di aver vissuto qualcosa di speciale, qualcosa che resterà nel cuore – e nel palato – di chi c’era.

Immaginate questo: una settimana dove il vino non è solo da bere, ma da vivere. Giorni in cui sette cantine hanno spalancato le loro porte per raccontare segreti e passioni. Accanto ai percorsi enologici, la settimana è stata animata da una bella mostra pittorica dell’artista locale Pinuccio Chessa e da una ricca proposta di laboratori della tradizione che sembravano dei viaggi nel tempo: l’antica arte della panificazione, la lavorazione delle carni, la creazione della pasta artigianale Andarinos, dei dolci tipici Germinos, dell’olio extravergine d’oliva, della birra artigianale e i ricami tradizionali hanno offerto un’esperienza immersiva e autentica, trasformando i visitatori in partecipanti attivi di una cultura secolare. Una full-immersion nella Sardegna più autentica!

Poi, il colpo di scena: venerdì arriva l’autore del “Il Golosario”, Paolo Massobrio, il “re Mida del gusto”, che insieme all’enologo Pier Michele Chessa, che guida tecnicamente la degustazione, trasformano una masterclass in un concerto per palati.

Nove aziende, Vermentino e Cagnulari di Usini come protagonisti, e una platea di esperti conquistati sorso dopo sorso. Una lezione di eleganza che ha emozionato tanto quanto un assolo di chitarra sarda! Un evento sold out che ha richiamato un parterre d’eccezione da tutta la Sardegna: Enti istituzionali, Consorzi di tutela con il Presidente Giovanni Pinna, Enologi di prestigiose aziende vitivinicole sarde e il Direttore Generale di Agris, Dott. Giovanni Piras, l’ente regionale di ricerca in agricoltura che custodisce il prezioso “scrigno di biodiversità” con oltre 100 varietà del germoplasma dei vitigni sardi, a testimonianza del crescente interesse attorno ai vitigni simbolo di Usini.

In quell’occasione, la consegna del titolo di “Ambasciatore Emerito delle Città del Vino” al Dott. Renzo Peretto ha sigillato il valore della rete e della collaborazione. Un riconoscimento meritato per il suo pluriennale impegno nella valorizzazione dei territori vitivinicoli, consegnatogli dagli Assessori di Sennori, Miche Soggia ed Elena Cornalis, in rappresentanza dell’Associazione Nazionale Città del Vino.

Sabato si è concluso la festa con le degustazioni di tutti i vini locali a cura delle associazioni, il concerto del gruppo musicale “I Tremendi” e l’atmosfera gioiosa hanno restituito alla comunità e agli ospiti il senso più vero della convivialità sarda.

Questa non era una semplice manifestazione. Era un esperimento riuscito.«La forza della rete, l’unione sinergica tra istituzioni, associazioni e privati si è rivelata la formula vincente», ha commentato un entusiasta Giovanni Antonio Sechi, regista della kermesse nella sua duplice veste di Consigliere comunale e Vice Presidente Nazionale di “Città del Vino”.

«Anche questa volta, come Amministrazione Comunale, abbiamo dimostrato che un’offerta culturale di qualità, che unisce l’innovazione della Wine App dell’algherese Dott.ssa Nadia De Santis alla autenticità delle nostre tradizioni, può attrarre visitatori e generare uno sviluppo integrato del territorio, andando ben oltre la stagione balneare. Considerate le varie interlocuzioni avute nel corso della settimana con operatori del settore turistico, sono fiducioso anche per una futura ricaduta economica grazie all’auspicato aumento dei turisti enogastronomici nel nostro territorio, a vantaggio non solo delle aziende, ma dell’intera Comunità».
La prima edizione “Le Notti del Vino” non è stata solo una festa. È stata una dichiarazione d’intenti. Usini ha mostrato con orgoglio che il vino è il filo rosso che lega ambiente, paesaggio, cultura, economia e accoglienza, tracciando una strada esemplare per il futuro del territorio e dell’intera Sardegna.

Si ringraziano tutti coloro che hanno reso possibile la manifestazione: dalle aziende produttrici Cherchi Giovanni Maria, Carpante di Antonietta Careddu, Francesco Fiori, Giovanna Chessa, Salvatore Chessa, Binza ‘e su Re di Franco Manca, Gavino Delogu, Tanarighe di Giovanni Chessa, Pocobelli Giuseppe e tutte le associazioni e persone che hanno collaborato.
Le Notti del Vino hanno spento i riflettori, ma l’eredità è chiara: qui non si è brindato solo a un vino, ma a un’idea di futuro. E quel futuro, sappiamo per certo, ha un sapore strepitoso.
Alla prossima, Usini. Non vediamo l’ora!


