Venerdì 9 gennaio alle ore 17.00, l’Azienda Agricola Mulas di Francesca Cabras, a Bono (località Inza su Rè), aprirà le sue porte per accogliere “LA VITE RITROVATA. Scopriamo a Bono il patrimonio vitivinicolo del Goceano: l’ARVESINIADU”. Per la prima volta, Bono diventa palcoscenico assoluto della riscoperta dell’Arvesiniadu, il suo vitigno simbolo.
Un appuntamento imperdibile per chi crede che il vino sia espressione autentica di un territorio, della sua storia e della sua gente. Protagonista assoluto sarà infatti l’Arvesiniadu, vitigno autoctono raro e prezioso, storicamente coltivato tra i comuni di Bono e Benetutti, divenuto simbolo dell’identità del Goceano. Un patrimonio quasi perduto, che oggi, grazie alla passione di vignaioli custodi e a importanti progetti di ricerca, torna a vivere e a raccontare la sua storia in ogni calice.

Cultura, Racconto, Emozione
L’evento si svilupperà come un vero e proprio racconto corale attorno a questa “VITE RITROVATA”. La serata sarà moderata dalla Dott.ssa Nadia De Santis, esperta di enoturismo digitale di Alghero. Un panel d’eccezione guiderà i partecipanti in un approfondimento a 360 gradi, confermando l’importanza regionale di questa riscoperta e posizionando Bono come centro di un dibattito qualificato sulla biodiversità e l’enogastronomia isolana. A seguito dei saluti Istituzionali del Dott. Avv. Michele Solinas, Sindaco di Bono, sarà Dott. Antonio Giovanni Sechi Vicepresidente Nazionale dell’Associazione “Città del Vino” di Usini che porterà la prospettiva di una rete impegnata nella valorizzazione dei territori vinicoli. Di seguito Tonino Arcadu, autore del libro “La Vite ritrovata” e produttore di Oliena, presenterà la sua opera e la sezione dedicata a questo unicum del Goceano. Dott. Giovanni Lovicu di Agris Sardegna, ricercatore e referente del progetto AKINAS, svelerà i dettagli degli studi che hanno certificato l’unicità e il valore di questo vitigno, considerato una rarità nel panorama sardo. A chiudere i lavori sarà Francesca Cabras, produttrice e padrona di casa, “la Voce del Custode” che condividerà l’esperienza sinergica con Agris e la quotidiana dedizione di chi coltiva, protegge e trasforma in vino questo “nettare unico”.

Arvesiniadu
Vitigno autoctono citato già nel 1780 da Andrea Manca ne “L’agricoltura in Sardegna”, l’Arvesiniadu è considerato una “pianta sentinella” per la sua fragilità e capacità di segnalare per prima eventuali problemi fitosanitari nel vigneto. Era il “vino delle feste” del Goceano e, dopo essere stato in gravissimo pericolo di estinzione, è stato recuperato grazie al lavoro pionieristico del geom. Cabras. Oggi, attraverso gli studi di Agris (progetto AKINA), è riconosciuto come un unicum fragile, raro e prezioso nel panorama vitivinicolo sardo, un autentico valore identitario e un potenziale gioiello per l’enogastronomia e il turismo del territorio.

Dalla Teoria alla pratica con il Brindisi finale
Il vino è cultura, identità e territorio e dopo la teoria si passa alla pratica. La serata si concluderà con un brindisi augurale con l’Arvesiniadu in purezza. Un’opportunità unica per apprezzare in prima persona il frutto di questa straordinaria riscoperta, assaporando l’identità del Goceano in un bicchiere.
L’evento è patrocinato dal Comune di Bono e dall’Associazione Nazionale “Città del Vino”.
Informazioni Pratiche:
- Evento: “La Vite Ritrovata. Scopriamo a Bono il patrimonio vitivinicolo del Goceano: l’ARVESINIADU”
- Dove: Azienda Agricola Mulas, Località Inza su Rè, Bono.
- Quando: Venerdì 9 Gennaio 2025, ore 17.00.
- Ingresso: Libero e gratuito.
- Per info: arvesiniadu@tiscali.it
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