C’era una volta il Cannonau, quell’ercole dei palati, vino da medaglioni e arrosti lunghi, capace di sfidare il tempo e i secoli. Poi, qualcosa è cambiato. E non è stato un semplice vezzo di moda, ma una presa di coscienza tecnica e culturale.
Lo scopriremo al Vinitaly, nel cuore del Padiglione 8 – Spazio Istituzionale della Regione Sardegna, dove Assoenologi Sardegna presenterà un evento dal titolo che è già un manifesto: “Cannonau di Sardegna, il rosato che non ti aspetti – Viaggio tra i profumi mediterranei, eleganza e identità sarda”.

Il programma
Ad aprire i lavori, una schiera di istituzioni che dimostra quanto il progetto sia sentito.
– Francesco Agus, Assessore all’Agricoltura della Regione Sardegna;
– Marcello Onorato, Direttore del Servizio Programmazione e valorizzazione dei marchi,
Laore Sardegna;
– Mario Mereu, Presidente del Consorzio di Tutela del Cannonau di Sardegna;
– Mariano Murru, Presidente Assoenologi Sardegna.
Seguiranno due interventi di approfondimento: – “Espressioni del Cannonau in rosato: viaggio tra i terroir della Sardegna”, a cura di Franco Fronteddu e Mauro Mureu (Laore Sardegna); – “Imparare a comunicare il vino rosato”, a cura di Jean Paul Tréguer, ideatore dell’evento internazionale “I Love Rosé”.
A chiudere, la masterclass “Le sfumature in rosa del Cannonau”, guidata da Assoenologi Sardegna, Laore Sardegna e AIS Sardegna.

Il fenomeno: crescita e qualità del Cannonau Rosato
Con oltre 27.500 ettari vitati, di cui circa 7.456 dedicati al Cannonau (27% del totale regionale), la Sardegna conferma il ruolo centrale di questo vitigno simbolo dell’Isola.
Se storicamente il Cannonau è stato associato ai rossi strutturati, oggi la versione in rosato sta vivendo una crescita significativa. Attualmente rappresenta il 2,84% della produzione DOC, con una media decennale di 305.000 bottiglie, e registra un trend in forte espansione negli ultimi anni, infatti dal 2021 al 2024 si è passati da circa 300.000 bottiglie a oltre 500.000 bottiglie.
I vinificatori hanno superato in breve tempo le 70 unità, con una crescita significativa degli ettolitri prodotti e un sempre maggiore apprezzamento qualitativo e commerciale.Un’evoluzione che riflette i nuovi stili di consumo, sempre più orientati verso vini freschi, versatili ed eleganti.

Un’identità che affonda le radici nella storia
Il Cannonau, vitigno simbolo della Sardegna, appartiene dal punto di vista genetico alla stessa famiglia del Grenache francese e del Garnacha spagnolo; tuttavia, si distingue per caratteristiche uniche, profondamente legate al territorio isolano: varietà di suoli, altitudini e tecniche di vinificazione contribuiscono a un profilo distintivo e riconoscibile.
Negli ultimi anni, grazie al lavoro congiunto di Assoenologi Sardegna e Laore, sono stati avviati progetti di ricerca, formazione e confronto internazionale, che hanno portato allo sviluppo di nuove competenze vitivinicole ed enologiche, contribuendo a un significativo salto qualitativo.
Un progetto che guarda al futuro
L’evento rappresenta la prima iniziativa interamente dedicata al Cannonau Rosato, segno di una nuova consapevolezza produttiva e comunicativa. Dalla vigna alla cantina, fino al packaging e alla comunicazione, il rosato sardo si propone oggi come una realtà competitiva a livello internazionale.
Un percorso che conferma come il Cannonau, anche nella sua veste “in rosa”, sia capace di affermarsi su nuovi mercati, senza perdere la propria identità mediterranea.


