Tundu, Coccoi, Cola cola e carasau: pani tipici di ogni genere, purché a lievito madre.

Si è chiusa tra gli applausi, i profumi deliziosi e l’entusiasmo generale la prima edizione di “Pani di Sardegna ad Alghero”, la festa che ha trasformato Alghero nella capitale indiscussa del pane a lievito madre! Un week-end indimenticabile che ha visto le vie e le piazze riempirsi di curiosi, gourmand e famiglie, tutte unite dalla passione per il nostro tesoro più gustoso: il pane.
Un successo straordinario per una kermesse che ha saputo coniugare tradizione, identità e innovazione scientifica in un mix perfetto, tra mostre mozzafiato, laboratori per grandi e piccini e degustazioni da leccarsi i baffi.

I tre giorni di manifestazione hanno registrato una partecipazione straordinaria. Accanto ai numerosissimi visitatori di Alghero e di tutta la Sardegna, abbiamo avuto il piacere di registrare un’affluenza significativa da città italiane come Firenze, Brescia, Torino e Milano. Questo dato conferma come il richiamo della manifestazione, abilmente supportato dalle vetrine allestite nel centro storico, abbia fatto “bingo”, trasformando Alghero in un polo di attrazione di respiro nazionale.

I CAMPIONI DEL PANE: ECCO I VINCITORI!
Il cuore pulsante della manifestazione è stato il concorso per il miglior pane di Sardegna. E dopo un’attenta valutazione, ecco i campioni che hanno stregato la giuria:
🥇 PER LA SEZIONE “MENSA”
A trionfare è stato il profumato e delizioso Tundu di Ploaghe del maestro panificatore Antonio Me! Un vero fuoriclasse di morbidezza e sapori autentici, che si è aggiudicato il primo podio.
🥇 PER LA SEZIONE “PANI RITUALI”
A incantare tutti con la sua bellezza e maestria è stata Ester Orro di Tramatza, con la sua incantevole “Sa canoedda de sos isposos”, la coroncina degli sposi, un vero inno all’amore e all’artigianalità.
Un applauso anche ai nostri fantastici secondi e terzi classificati: il Panificio Porta di Gonnosfanadiga e la famiglia Secchi di Bortigali, che con le loro creazioni hanno dimostrato l’incredibile ricchezza della panificazione sarda.
E non sono mancati i riconoscimenti speciali ad Anna Maria Lauro e Marisa Iamundo De Cumis, donne straordinarie che con il loro lavoro custodiscono e valorizzano i segreti dei nostri pani rituali.

ALGHERO IN FESTA PER IL RE DELLA TAVOLA
Al fianco del principale artefice, Antonio Farris, presidente dell’Accademia Sarda del Lievito Madre, sono intervenuti il sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, il presidente della Fondazione Alghero, Graziano Porcu, il presidente del Consiglio comunale algherese, Mimmo Pirisi e l’assessora al Turismo, Ornella Piras che ha ribadito quanto il Comune stia credendo nella promozione delle eccellenze locali: “Stiamo lavorando a creare e a valorizzare altri prodotti turistici che vadano oltre il turismo marino balneare, e sicuramente Alghero ha una grandissima tradizione dell’enogastronomia. Il pane è un po’ il re della nostra tradizione, e l’olio è il principe”.
E che dire del laboratorio sensoriale sull’olio extravergine? Un vero viaggio per le papille guidato dall’esperto enogastronomo Giuseppe Izza.

SCIENZA E TRADIZIONE: UN CONNUBIO VINCENTE
Per la prima volta, il pubblico ha potuto scoprire la scienza che si nasconde dietro la magia del lievito madre. I ricercatori dell’Università e della Porto Conte Ricerche hanno mostrato il affascinante mondo microscopico dei lieviti, rivelando come la ricerca sia al servizio della qualità e della tradizione.
Antonio Farris, presidente dell’Accademia Sarda del Lievito Madre e anima dell’evento, ha lanciato un sogno: “Auspriamo che da quest’esperienza possa nascere un Museo del pane nella città di Alghero”. E dopo il successo di questi giorni, perché no?
Un ringraziamento speciale va al Comune di Alghero, alla Fondazione Alghero, al Distretto rurale di Alghero Olmedo, a Porto Conte Ricerche, al Parco Regionale di Porto Conte, CCN Centro Storico di Alghero, Consorzio Turistico Riviera del Corallo, Associaizone Domos, Associazione Wel come to Alghero, e a tutti i partner che hanno reso possibile questa magia.
La prima edizione di “Pani di Sardegna” non è stata solo una festa, ma una promessa: quella di continuare a celebrare, insieme, il profumo inconfondibile della nostra terra.


