
A pochi chilometri da Alghero, immersa nel paesaggio selvaggio della Nurra, si trova la Necropoli di Santu Pedru, uno dei siti archeologici più affascinanti della Sardegna. Scavata nel tufo trachitico di una collina, questa necropoli prenuragica racconta una storia millenaria, legata ai culti funerari e alle tradizioni delle antiche comunità sarde. Scoperta casualmente nel 1959 durante i lavori per l’acquedotto di Alghero, oggi è candidata alla Tentative List UNESCO per il suo eccezionale valore storico e architettonico.
La necropoli è composta da dieci domus de janas (case delle fate, secondo la tradizione popolare), tombe ipogeiche scavate tra il 4300 e il 3500 a.C., durante la cultura di Ozieri 37. Le sepolture sono disposte lungo il pendio del Monte Santu Pedru e presentano una planimetria complessa:
Elementi architettonici come false porte, protomi taurine (simboli legati al culto del toro) e tracce di ocra rossa sulle pareti rivelano un legame simbolico tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
Gli scavi hanno dimostrato che la necropoli fu utilizzata per oltre 5.000 anni, dal Neolitico all’età medievale:
Oggi il sito è accessibile solo su prenotazione con visita guidata, a causa della fragilità degli ipogei e del percorso impervio. Punti salienti:
Curiosità: durante “Monumenti Aperti” (2017), le visite erano limitate a 20 persone per gruppo, sconsigliate a chi soffre di claustrofobia.
La necropoli non è isolata: a soli 15 km si trova Anghelu Ruju, un altro sito funerario di grande rilevanza, mentre a Putifigari spicca S’Incantu, la “tomba dipinta” di Monte Siseri. Questi siti testimoniano l’importanza della Nurra come crocevia di culture nel Mediterraneo preistorico.
Conclusione
La Necropoli di Santu Pedru è un libro aperto sulla preistoria sarda, dove architettura, arte e rituali si fondono in un racconto ancora vivo. Un luogo che invita a riflettere sul rapporto tra vita e morte, tra umano e divino, e che merita di essere preservato come patrimonio dell’umanità.
Per organizzare una visita:
“Qui, tra le rocce trachitiche, il tempo sembra essersi fermato, e le domus de janas sussurrano storie di un passato lontano.”
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