
Scopri i vini e il Nepente di Oliena: Il Nettare degli Dei Custodito dall’Associazione Ascos.
Ascos è l’Associazione è costituita da 8 produttori (Anonima Cantine, Cantina Biscu, Cantina Boinaglios, Cantina Gostolai, Cantina Guthiddai,Cantina Ruju Sardu, Cantina Salis, Cantina Vignaioli) del Nepente di Oliena, sottozona del Cannonau di Sardegna che si trova in provincia di Nuoro, nella zona centro-orientale dell’Isola.

Nella Sardegna più autentica, dove il profilo maestoso del Monte Corrasi veglia su valli incontaminate, nasce un vino leggendario. Un nettare di potenza e finezza che ha stregato persino Gabriele D’Annunzio, tanto da battezzarlo “Nepente“, il vino che toglie ogni afflizione, proprio come l’antico elisir degli dei.
Questo gioiello è il Cannonau di Oliena, e a custodirne l’anima più pura e autentica è Ascos, l’Associazione delle Cantine di Oliena.

Ascos: tra Archeologia, Acronimo e Futuro
Il nome Ascos racchiude in sé secoli di storia. Askos, con la K, è un omaggio ad “Askos”, la brocca nuragica a forma di toro ritrovata in territorio di Oliena, che conteneva proprio vino, a testimonianza di una tradizione enoica millenaria. Allo stesso tempo, è l’acronimo di ASsociazione Cantine Oliena Sardegna.
La missione dell’associazione Ascos è chiara: valorizzare il Nepente e i vini di Oliena promuovendone la storia, la cultura e la tradizione, con uno sguardo rivolto al futuro e alla sostenibilità. Un impegno concreto per proteggere un terroir unico al mondo, dove il Monte Corrasi funge da naturale termoregolatore, creando un microclima perfetto che fissa colori e profumi nelle uve in modo del tutto naturale.

Il Terroir Inconfondibile del Nepente
Oliena, con i suoi 16.000 ettari di territorio, è un concentrato di biodiversità. I suoi 544 ettari di vigneti sorgono su terreni aspri e generosi, principalmente di disfacimento granitico, ad un’altitudine che va dai 350 fino ai 500 metri sul livello del mare.
Qui, l’escursione termica tra giorno e notte è notevole, le vitre non sono irrigue e le produzioni sono volutamente basse (circa 50 quintali per ettaro). Si praticano metodi biologici e si eseguono pochissimi trattamenti, perché la natura qui fa già il suo corso magnifico. Il risultato? Un Cannonau diverso da tutti gli altri: di un rubino intenso che evolve verso riflessi aranciati, con un grado alcolico medio di 14,5% vol. che ne esprime la generosa potenza.
Le Cantine: Otto Storie, Un’Unica Passione
La vera forza di Ascos risiede nelle sue otto cantine, otto interpreti di un’unica, grande tradizione. Ogni bottiglia racconta una storia di famiglia, di sacrificio e di amore per la propria terra.
Ogni cantina esegue la vendemmia a mano, evento che diventa una festa tra familiari e amici. La vinificazione avviene solitamente con lieviti autoctoni, le uve sono coltivate con metodi biologici, eseguendo un numero esiguo di trattamenti all’anno. Molte delle bottiglie che qui presentiamo hanno un forte legame col passato, omaggiando spesso i capostipiti delle famiglie, in particolare i nonni che hanno trasmesso la loro passione alle nuove generazioni.
Anonima Cantine, produce Bandidu, Bandito in lingua sarda. Il suo nome prende spunto dal famoso bandito Corbeddu, latitante che usava il Supramonte per sfuggire al suo status di ricercato dalla giustizia. I vigneti da cui trae origine sono due, come due sono gli amici che lo realizzano, Luigi Columbu e Gianfranco Deiana.

Cantina Biscu, produce il vino ZioBì, omaggio a zio Biscu che con un lascito ha dato le sue vigne ai nipoti che ora si occupano di produrre e imbottigliare due tipologie, il Nepente rosso e il Nepente rosato.

Cantina Boinaglios, produce il Nepente Carrelas, Strade in lingua sarda. Questo Nepente nasce in ricordo degli avi (Tolo-Calamida-Fele), che facevano arrivare dalle vigne i carri trainati dai buoi, e i Boinaglios, i conduttori di buoi, li guidavano lungo le carrelas fino a scaricare i cesti con le uve nel cortile interno della casa.

Cantina Gostolai, la più grande in termini di produzione dell’Associazione Ascos. Tonino e Angelo Arcadu, padre e figlio, producono 10 tipologie di vino, di cui 3 sono Nepente, inclusi classico e riserva.

Cantina Guthiddai, produce una sola tipologia, il Mannoi, che in lingua sarda significa Nonno. Una sola vigna che si trova di fronte al loro omonimo agriturismo. Gianluca e Antonella Floris, fratello e sorella, si occupano di tutta la gestione.

Cantina Ruju Sardu, Rosso Sardo, una vigna di due ettari a 300 metri sul livello del mare e una di un ettaro a 500 metri. Due vini rossi, un Nepente che si chiama Pupusu, che significa Fiocco, pseudonimo del nonno di Bastiano, il produttore. Un secodno vino, Sàmbene che significa Sangue, e un terzo, il rosato, che si chiama Iscastau, che significa il diverso.

Cantina Salis, produce Galu che significa Ancora, circa 2000 bottiglie, due vigne, una di recente impianto e una secolare. La famiglia Salis ha come soprannome Formica, e nell’etichetta si può vedere un omaggio al capostipite, il nonno di Nicola che ad oggi è la nuova generazione che si sta occupando, anche attraverso gli studi in enologia, di portare avanti la tradizione.

Cantina Vignaioli, 35 soci, 35 vigne, due tipologie prodotte, S’Incontru Nepente e il Crujos Nepente riserva. Circa ventimila bottiglie per anno.

Vivi l’Esperienza Ascos
Per gli olianesi, il vino è orgoglio, accoglienza e socialità. Visitare le cantine di Ascos significa entrare in questa calorosa dimensione umana, dove la vendemmia a mano è ancora una festa tra familiari e amici, e ogni sorso di Nepente è un viaggio nel tempo e nel cuore della Sardegna.
La tradizione di un territorio, in ogni bottiglia: Ego Sos Granaccia
L’associazione Ascos nel 2025 hanno prodotto un vino comune dal nome Ego Sos Granaccia, uvaggio antico, ripreso che si può vinificare in bianco secco o dolce.
L’Etichetta e la Filosofia
Solo 600 bottiglie da 500 ml, un numero limitato che rende questa prima annata un vero e proprio gioiello da collezione. L’estetica richiama il logo di Ascos, mentre il nome scelto – Ego so Granaccia – è un’affermazione dal carattere forte, un’identità dichiarata che unisce la fierezza sarda all’orgoglio per un vitigno riscoperto.
Analisi Sensoriale: Un Bianco di Carattere
Ego so Granaccia non è solo un vino. È una dichiarazione d’intenti, un patto tra cantine e un omaggio alla storia di Oliena. È la prova che la tradizione, quando si rinnova con spirito collaborativo, può dare vita a qualcosa di unico e memorabile.
Disponibile in edizione limitata presso le cantine fondatrici dell’Associazione Ascos.

Convegno “Ego so Granaccia”: un bianco nella terra dei rossi”. Ad Oliena nasce l’etichetta collettiva che celebra il patto tra le otto cantine di Ascos
Alle ore 11.00 del 13 settembre presso la Sala conferenze della Biblioteca di Oliena, si terrà il convegno di presentazione del nettare di bacco con relatori provenienti da tutta la Sardegna.

L’evento, patrocinato dal Comune di Oliena e realizzato con la collaborazione di Oliena Centro, vedrà i saluti del Sindaco Sebastiano Congiu e sarà coordinato dal Presidente di ASCOS Bastiano Pugioni, che invita tutti a partecipare: “Questo non è solo il lancio di un vino, ma la celebrazione di un patto territoriale. Vi aspettiamo per condividere insieme un percorso culturale che unisce vino, territorio, innovazione e sostenibilità”. Si potrà conoscere la storia affascinante della Granaccia, il vitigno autoctono che per secoli è stato confuso con la Vernaccia. Come otto cantine diverse hanno unito le loro migliori uve per creare un’edizione limitata di sole 600 bottiglie. Perché questo vino rappresenta una svolta storica per la viticoltura olienese.
Interverranno esperti di fama regionale con il seguente programma:
Tonino Arcadu – Socio Fondatore Associazione ASCOS – Produttore Oliena
Dal passato al futuro: Storia della Granaccia lungo i secoli.
Giovanni Antonio Sechi – Vicepresidente Nazionale Associazione “Città del Vino”– Usini
Progettualità nazionali e regionali dell’Associazione “Città del Vino” a favore dei territori.
Angelo Concas – Direttore Epulae – Esperto Enogastronomo – Capoterra
Viaggio Sensoriale: l’importanza dei vitigni autoctoni nel mondo della degustazione.
Nadia De Santis – Consulente di Marketing Territoriale – CEO Wine App – Alghero
Ego so Granaccia: dal calice alla promozione del Territorio anche in Digitale.
Venite a scoprire il nettare degli dei. Venite a scoprire Oliena e i suoi gioielli enogastronomici e il suo Nepente.
L’associazione Ascos si trova nell’applicazione Wine App, scaricabile gratuitamente da tutto il mondo.
