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Il 12 settembre si è tenuta l’assemblea Generale dell’Associazione Culturale dell’Accademia Sarda del Lievito Madre presso l’azienda di uno dei soci, Davide Orro, a Tramatza nell’Oristanese, patria della Vernaccia.

Un’occasione, che non è stata soltanto un momento associativo importante per ritrovarsi e proporre e pianificare le future attività associativa, ma anche un’opportunità preziosa per conoscere e degustare un pezzo di territorio sardo in tutte le sue espressioni: il paesaggio, i prodotti, i vini, le tradizioni.
Ad accogliere i soci, la Famiglia Orro, nella struttura immersa nel Filare 158 di una vigna di 8 ettari, riservata all’Enoturismo e alla Fattoria Didattica. Fin dal primo passo ho sentito di essere parte integrante di quell’ “Ecosistema” quel paesaggio che non è solo sfondo, ma protagonista: la vite, il terreno, la luce, i profumi, il ritmo lento della natura che lavora. Entrando nella struttura sono stata calamitata da opere di pane forgiate da Ester, una delle due sorelle di Davide, che si è classificata prima al Concorso Regionale dei Pani Rituali della Sardegna (tenutosi ad Alghero alla fine di novembre del 2025 e organizzato dall’Associazione Culturale Accademia Sarda del Lievito Madre) con “Sa Canoedda de sos isposos”, la coroncina degli sposi. Veri gioielli.

Wine Tour
Prima dell’assemblea, un wine tour in azienda, guidato dal nostro Socio Fabrizio Abis (conoscitore dei prodotti dell’azienda), ha svelato le meraviglie del luogo. I soci hanno potuto vedere un piccolo “Su Lacu” in pietra, ricostruito per far vivere ai bambini, durante la vendemmia didattica, il piacere di pigiare l’uva con i piedini, proprio come si faceva anticamente. E non solo: ha spiegato come lavora il torchio e si stilla il mosto in una botte, trasformando un semplice gesto in una lezione didattica divertente e unica. Un’esperienza che profuma di memoria e di futuro.

L’assemblea Generale
Poi i lavori. Dopo le premesse del Presidente, il Prof. Antonio Farris, del Vice Presidente Gianfranco Porta e del segretario Andrea Angioni, hanno preso la parola i diversi soci, provenienti da tutta la Sardegna: ognuno ha offerto il proprio contributo attraverso proposte concrete.
In particolare, è stato ribadito con forza che per tramandare la tradizione del pane tipico sardo non basta la forma: è fondamentale ciò che le dà vita – il lievito madre e il tipo di sfarinato usato, che deve provenire da grani coltivati in Sardegna.

Degustazione del Territorio
Terminata l’Assemblea si è passati al momento conviviale: la degustazione del territorio attraverso i prodotti tipici della tradizione, tutto curato nei minimi dettagli. I vini in accompagnamento, tutti della cantina Famiglia Orro, vere chicche enoiche; oltre la Vernaccia anche il Nieddera (nieddu che in sardo significa nero), antico vitigno autoctono a bacca nera, coltivato quasi esclusivamente nella provincia di Oristano e in particolare nella Valle del Tirso e nella penisola del Sinis. I vini in degustazione sono stati:
- Tzinnigas Bianco – Isola dei Nuraghi IGT, da sole uve Vernaccia di Oristano vinificate in bianco. Giallo paglierino, fresco e fruttato, ideale come aperitivo.
- Spinarba Rosso – IGT Valle del Tirso, da uve Nieddera in macerazione. Rosso, profilo speziato e fruttato, perfetto con arrosti e formaggi stagionati.
- Tzenti Arrubia Rosato – IGT Valle del Tirso, da uve Nieddera. Rosato, fresco e fruttato, ottimo aperitivo e con pesce o arrosti leggeri.
E infine, oltre ai deliziosissimi dolci tipici sardi, la sorpresa che ha conquistato tutti: l’assaggio del panettone estivo “Assoladu” della pasticceria Tesi.

A chiudere il banchetto, un brindisi con una lezione magistrale del Prof. Farris sulla Vernaccia, insieme al padrone di casa l’agronomo e socio Davide Orro.

IIl piacere di degustare la Vernaccia di Oristano DOC non è stato solo un piacere enologico: è stato anche un tuffo nella storia e nella natura. Il suo è il disciplinare DOC più antico della Sardegna, riconosciuto nell’agosto del 1971.
Da naturalista, porto a casa l’immagine di un ecosistema eterogeneo, dove la biodiversità dei suoi componenti, competenze, provenienze, sensibilità diverse, è una vera ricchezza.
Grazie a tutti per la piacevole giornata.
Nadia
P.S.: Per i curiosi che desiderano approfondire dettagli tecnici sui disciplinari basta un semplice click con l’applicazione Wine App, consultare la sezione DOC contenuti elaborati dalla prestigiosa rivista Lavinium.


