Un successo di pubblico e di critica ha coronato il convegno di presentazione di “Ego so Granaccia: un bianco nella terra dei rossi”, tenutosi nella gremita sala conferenze della biblioteca comunale di Oliena. L’evento, che sancisce la nascita della prima etichetta collettiva delle otto cantine dell’associazione ASCOS, (Anonima Cantine, Cantina Biscu, Cantina Boinaglios, Cantina Gostolai, Cantina Guthiddai, Cantina Ruju Sardu, Cantina Salis, Cantina Vignaioli) ha trasformato una semplice presentazione in una festa per il territorio e per la viticoltura sarda.

Saluti Istituzionali
I lavori, aperti dai saluti del Sindaco di Oliena, Sebastiano Congiu, sono stati moderati dal Presidente di ASCOS, Bastiano Pugioni, che ha guidato il pubblico in un viaggio alla scoperta di un progetto che va ben oltre una bottiglia. Il Sindaco Congiu, nel complimentarsi con i referenti dell’associazione, ha sottolineato “l’impegno encomiabile per la promozione del nostro territorio, un perfetto esempio di come l’unione faccia la forza nel valorizzare le nostre radici e le nostre eccellenze”.

Interventi relatori
Il cuore della mattinata ha battuto all’unisono con la passione dei relatori. Tonino Arcadu, Socio Fondatore di ASCOS e produttore, ha affascinato la platea novellando la storia intricata e affascinante della Granaccia. Un vitigno che per secoli è stato confuso con altri, ma che oggi, grazie a prestigiosi studi genetici, si erge come un unicum, un tesoro enologico assolutamente unico. “Vinificarla oggi – ha dichiarato Arcadu con emozione – non è solo un atto produttivo, ma un dovere verso le generazioni future, per tramandare questo nostro gioiello”.
La prospettiva si è poi allargata al panorama nazionale con l’intervento di Giovanni Antonio Sechi di Usini, Vicepresidente Nazionale dell’Associazione “Città del Vino”, che ha illustrato come le progettualità dell’associazione supportino concretamente i territori. Un orgoglio tutto sardo è emerso dai dati: la Sardegna, grazie alle sue innumerevoli eccellenze, è la regione più premiata nei concorsi nazionali promossi dall’associazione.

A dare una visione contemporanea e proiettata nel futuro è stata Nadia De Santis di Alghero, CEO di Wine App, che ha dipinto “Ego so Granaccia” come il biglietto da visita perfetto per Oliena. “Questo vino – ha spiegato – incarna cultura, territorio e innovazione. L’utilizzo del digitale per la sua promozione non è una semplice scelta, ma una necessità per intercettare il nuovo target di enoturisti, che è digitale, esperienziale e attento alla sostenibilità”.
Il clou sensoriale è stato raggiunto con l’intervento di Angelo Concas di Capoterra, esperto enogastronomo di fama internazionale e Direttore di Epulae, che ha condotto il pubblico in un avvincente viaggio di degustazione. Concas ha esaltato l’importanza dei vitigni autoctoni, veri e propri archivi storici di un territorio, e ha svelato le sfumature, le note olfattive e la complessità del “Ego so Granaccia”, educando i presenti a leggerne l’eleganza e la poliedricità.

Conclusioni
In conclusione, i convenuti, giunti da ogni angolo della Sardegna, hanno potuto finalmente degustare il “nobile bianco” che ha fatto tanto parlare di sé. L’assaggio è stata la conferma tangibile di quanto narrato: un vino giovane, vibrante e identitario, che ha già tutte le carte in regola per diventare una leggenda nella terra dei grandi rossi.

L’evento non ha solo lanciato un vino, ma ha siglato un patto di comunità, dimostrando che quando la tradizione incontra l’innovazione e la competenza, il risultato non può che essere un successo. Oliena ha trovato la sua nuova, luminosa, perla bianca. Per conoscere l’associazione Ascos si invita a scaricare applicazione gratuita Wine App.


