Vino, cultura, territorio, innovazione e convivialità: un fine settimana storico per il vitigno principe del Goceano, appena entrato nell’Olimpo dei grandi vini italiani dopo il Vinitaly.
Benetutti (Sardegna) – Si è chiuso in bellezza, tra abbracci, calici alzati e occhi lucidi di orgoglio, il decennale di “Arvisionende in Chintina”. Un nome che è già un programma: dal verbo sardo “arresionare” (chiacchierare) e dal vitigno Arvisionadu, per celebrare il piacere di parlare di vino, come si fa tra veri amici, in piazza, davanti a un bicchiere ben temperato.
E di “chiacchierate” preziose, in questo fine settimana, se ne sono fatte tante. Tutte all’insegna di un bianco antico che ha smesso i panni del tesoro nascosto per indossare quelli del protagonista assoluto: l’Arvisionadu (o Arvesiniadu), vitigno principe del Goceano, reduce dal prestigioso riconoscimento al Vinitaly, è stato celebrato come merita, con la testa e con il cuore.
Una macchina perfetta, iniziata a marzo
Tutto è cominciato il 20 marzo, nella Biblioteca comunale di Benetutti, con una conferenza stampa che ha subito sottolineato il legame profondo tra vite, cultura e identità. Poi due tappe decisive.
Il 28 marzo, una masterclass tecnica diretta dagli enologi Paolo Cuguttu e Antonio Tiana insieme all’ONAV di Nuoro. Per la prima volta, tutti i produttori imbottigliatori dell’Arvisionadu del Goceano hanno messo i loro vini a confronto, senza filtri: da Benetutti con Cantina Arvisionadu (Pino Mulas), Cantina Dessena, Vigne Boddetto (Marco Tanda) e Davide Cappai; da Bono con Azienda Mulas (Francesca Cabras), Sotgia, Arcanu e Seicentosettantatré (Antonio Tiana). Un unicum varietale, otto visioni diverse. Il futuro si scrive così.

Il clou del 9 maggio: esperti, cantine e una app rivoluzionaria
Il gran finale del 9 maggio ha superato ogni aspettativa. Al mattino, 35 tecnici da tutta la Sardegna – enologi, agronomi, docenti dell’Università di Sassari, AIS, ONAV – divisi in 9 commissioni, hanno invaso il cuore del borgo, visitando 9 cantine e offrendo suggerimenti preziosi ai vignaioli. Una commissione speciale era dedicata esclusivamente all’Arvisionadu. Un’autentica “consulenza diffusa” a cielo aperto.

Nel pomeriggio, il convegno “Il Diario di un Viaggio: i 10 anni di Arvisionende in Chintina” ha emozionato la platea. Dopo i saluti del Sindaco Daniele Arca, del Senatore Giovanni Satta e di Giovanni Antonio Sechi (Vicepresidente nazionale “Città del Vino”), il presidente della Confraternita Arvisionadu, Giampaolo Sanna, ha ripercorso 15 anni di attività, dall’amore per la terra alla consapevolezza del rilancio. E poi gli interventi chiave: il Prof. Antonio Farris (UniSS) ha tracciato l’evoluzione qualitativa degli ultimi 30 anni; Gianni Lovicu (Agris Sardegna, coordinatore progetto Akinas) ha definito l’Arvesiniadu “un unicum in Sardegna”; Nadia De Santis (esperta di enoturismo digitale) ha lanciato la sfida di un turismo autentico, sostenibile e connesso. Le conclusioni tecniche degli enologi Pier Michele Chessa e Paolo Cuguttu hanno fornito ai produttori una vera e propria “roadmap” per il futuro. A moderare, il Prof. Giuseppe Scanu (UniSS).

Ma la sorpresa più bella? L’innovazione digitale. Per il decennale, “Arvisionende in Chintina” ha scelto un’app dedicata (wine app) che ha permesso ai visitatori di vivere l’evento in modo sostenibile, connesso e interattivo. Un click per sapere tutto, per degustare senza sprechi, per partecipare da protagonisti.
La festa: 32 vignaioli, sapori e convivialità autentica
Poi, finalmente, la gioia. I wine lovers hanno incontrato 32 vignaioli in un percorso diffuso di degustazione, tra abbinamenti con prodotti tipici locali di eccellenza (formaggi, salumi, pane carasau e dolci tipici) e l’autentica convivialità sarda. Le antiche case di Benetutti sono diventate un grande tavolo imbandito, dove il vino ha parlato la lingua della gioia. L’iniziativa, patrocinata da Comune di Benetutti, Città del Vino, Agris Sardegna e Regione Autonoma della Sardegna, punta dritta al futuro: rafforzare l’attrattività turistica del Goceano, unendo cultura, paesaggio e sapori.

La voce del presidente della Confraternita Arvesiniadu Giampaolo Sanna: “Ora il futuro è digitale e di territorio”
«In questi 15 anni di attività, tra incontri tecnici, degustazioni, visite aziendali e organizzazione di eventi tematici che hanno coinvolto i viticoltori, gli amministratori e la comunità di Benetutti, siamo molto soddisfatti dei traguardi raggiunti; abbiamo assistito a una notevole crescita della cultura vitivinicola, una presa di coscienza del valore identitario che ricopre il vino Arvisionadu nel nostro territorio, il tutto testimoniato anche dalla nascita e i successivi riconoscimenti ricevuti dalle aziende imbottigliatrici di Benetutti. Per il futuro, contiamo di proseguire con costanza la nostra attività formativa e promozionale anche in maniera digitale e innovativa, con l’auspicio che il settore vitivinicolo caratterizzi in maniera importante l’economia del territorio del Goceano.»
Presidente ringrazia tutti i coloro che hanno contribuito a raggiungere il traguardo per il bene comune.


