Si chiude il sipario sulla VI Edizione del festival a cura dell’associaizone Teatro d’inverno e direttore artistico Giuseppe Ligios, che ha trasformato i piccoli borghi di Villanova Monteleone e Monteleone Rocca Doria in un palcoscenico diffuso di cultura, sapori e autenticità. Presenze da record, calici alzati e una rete di eccellenze che guarda già al futuro.

l sipario si è chiuso. L’ultimo applauso si è spento tra le antiche pietre dei borghi. Ma l’eco di dieci giorni di teatro, vino e autenticità continua a risuonare nei cuori di chi ha vissuto la VI Edizione di “In Biddas Noas“. Ed è stato un successo straordinario. Pubblico proveniente non solo da tutta l’isola, ma anche da oltre Sardegna, attratto da un progetto che ha saputo coniugare cultura, sostenibilità, eccellenza enogastronomica e innovazione.

Atto Primo: Un Connubio Perfetto – Teatro, Vino e Territorio
“Non è stato solo un festival teatrale”, commenta il direttore artistico Giuseppe Ligios. “È stato un laboratorio di comunità, un esperimento di turismo sostenibile che ha messo in rete produttori, artisti e territorio. Il teatro ha fatto da collante, ma il vero protagonista è stato il territorio della Sardegna, con le sue eccellenze, i suoi sapori, la sua gente. Abbiamo dimostrato che la cultura può essere motore di sviluppo, e che il vino e il cibo sono parti integranti di questo racconto.”

E proprio la novità delle eccellenze enogastronomiche ha giocato un ruolo da protagonista assoluta. Tre aziende vitivinicole, tre territori, tre storie che hanno saputo emozionare il palato mentre gli spettacoli incantavano gli occhi e l’anima:
- Tenute Sella & Mosca di Alghero, ambasciatrice nel mondo del vino sardo, ha conquistato il pubblico con il suo celebre Torbato, un viaggio nei profumi della Riviera del Corallo tra mare, vento e calcare. Ogni sorso raccontava il dialogo tra la terra e il cielo, tra la tradizione e l’innovazione.

- Azienda Vitivinicola Carpante di Maria Antonietta Careddu di Usini, ha portato in scena il carattere forte e identitario del Cagnulari, un vino che è memoria, che è storia, che è resistenza. Come i borghi che lo hanno accolto.

- Azienda Mulas di Francesca Cabras di Bono, ha regalato l’esperienza unica dell’Arvesiniadu, vitigno principe del Goceano che studi scientifici hanno definito un “Unicum nel Mondo”, simbolo di una viticoltura eroica e autentica. Un vino che profuma di antica pazienza e di amore per la terra.

Ogni calice è stato accompagnato da una selezione di prodotti tipici del territorio villanovese che hanno creato un dialogo perfetto tra scena e palato: i formaggi di Sardinia Naturale e del Caseificio Artigianale di Giomaria Riu, le carni di Villanova Carni e Porcetti Ruiu Griglieria, la dolcezza del miele di Neoliticu Miele di Sardegna, i dolci di La Delizia e Creazioni Pina Riu, e l’accoglienza calorosa di Miki Bar. Un coro di sapori che ha reso ogni serata indimenticabile, un’armonia di gusti che ha accompagnato il pubblico in un viaggio sensoriale senza precedenti.
Atto Secondo: Una Rete di Eccellenza
Il successo del festival è stato possibile grazie alla sinergia virtuosa tra istituzioni, produttori e artisti. Un ringraziamento speciale va a:
Regione Autonoma della Sardegna, Comune di Villanova Monteleone, Comune di Monteleone Rocca Doria, Unione dei Comuni del Villanova, Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Sassari, Programma Salude&Trigu. Con il patrocinio di Fondazione Alghero e del Distretto Rurale del Villanova, e la collaborazione di Pro Loco di Villanova Monteleone, CEAS Monte Minerva e Wine App.
Un ringraziamento particolare alle compagnie teatrali che hanno animato i palchi con la loro arte: Actores Alidos di Monserrato, Teatro Tragodia di Mogoro, Teatro d’Inverno e Obra Cultural di Alghero, Rossolevante Teatro di Tortolì, Origamundi di Cagliari, Associazione Culturale Symponia di Cagliari, Fueddu e Gestu di Villasor. Ognuna ha portato il proprio sguardo, la propria voce, la propria anima, contribuendo a un’unica, grande narrazione: quella di una terra che non si arrende all’oblio.

Atto Terzo: Wine App – Il Filo Rosso dell’innovazione
A fare da filo conduttore dell’intero festival, l’applicazione Wine App, che ha permesso al pubblico di informarlo in maniera puntuale del nutrito programma. La referente Nadia De Santis racconta con grande entusiasmo:
“Questa edizione ci ha regalato emozioni che difficilmente dimenticheremo”, dichiara il team di Wine App. “Ma soprattutto ha creato una rete di eccellenza tra produttori, artisti, istituzioni e pubblico. Un modello che funziona e che siamo orgogliosi di aver contribuito a costruire. Grazie di cuore a tutto il super team dell’Associazione Teatro d’Inverno a tutti coloro che hanno lavorato dietro le quinte e in particolare al direttore artistico Giuseppe Ligios, che con la sua visione, la sua passione e la sua instancabile energia ha reso possibile tutto questo. Senza di lui, questo sogno non sarebbe stato realtà.”

Epilogo: Un Successo che Guarda al Futuro
Con l’ultimo calice alzato e l’ultimo applauso, “In Biddas Noas” chiude la sua VI Edizione con la consapevolezza di aver seminato qualcosa di importante. I borghi di Villanova Monteleone e Monteleone Rocca Doria possono essere destinazioni culturali ed enogastronomiche che sanno accogliere, emozionare e lasciare il segno. Il sipario si chiude, ma il ricordo resta. E l’appuntamento è già per il 2027, con la promessa di nuove storie, nuovi calici e nuove emozioni.
Rimanete connessi con l’applicazione Wine App. Perché il teatro è finito, ma la cultura del vino e del territorio è appena iniziata.
GRAZIE DI CUORE A TUTTI


