C’è un luogo, in Sardegna, dove il vino non si beve e basta. Si racconta, si condivide, si fa memoria. È Benetutti, cuore del Goceano, e qui da dieci anni l’Arvesiniadu ha trovato non solo la sua terra più autentica, ma anche la sua voce.

Venerdì 20 marzo, nella Biblioteca Comunale di Benetutti, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del decennale di “Arvisionende in Chintina”. Il titolo, già di per sé, è una dichiarazione d’intenti: unire il verbo sardo arresionare (chiacchierare, raccontare) al nome di questo raro vitigno, simbolo identitario del Goceano. Perché l’Arvesiniadu, un unicum nel panorama vitivinicolo italiano, non è solo un vino: è una storia che merita di essere raccontata. Ed è proprio “Arvisionende in Chintina”, in questi dieci anni di lavoro silenzioso e appassionato, a esserne stata la più convinta narratrice, seminando cultura, creando comunità e tessendo quella rete di relazioni che oggi permette di celebrare un traguardo così prestigioso.

La Biblioteca, cornice dell’incontro, non è stata scelta a caso. Il Sindaco Daniele Arca, con il calore di chi conosce il valore delle cose autentiche, ha voluto sottolineare proprio questo: «Il vino è cultura e promozione del territorio». E ha aggiunto un concetto che mi ha colpito, quello della “rete sinergica tra pubblico e privato”, l’unica capace – a suo dire – di trasformare una festa di paese in un evento capace di guardare lontano. «Celebrare il compleanno di ‘Arvisionende in Chintina’ – ha detto – significa festeggiare la nostra comunità e la sua capacità di valorizzare le proprie eccellenze». Accanto a lui, l’Assessore all’Agricoltura Daniele Manca ha testimoniato l’attenzione dell’amministrazione verso un settore, quello vitivinicolo, che qui non è solo economia, ma identità.

A prendere la parola, poi, è stato Giampaolo Sanna, presidente della Confraternita dell’Arvisionadu. E quando parla Giampaolo, si capisce subito che non sta elencando eventi: sta raccontando una missione. Dieci anni di “Arvisionende in Chintina” non sono solo un traguardo, mi ha spiegato, ma il frutto di un percorso fatto di passione, radici e visione. E il programma di quest’anno ne è la prova più bella.
Il programma tra masterclass, convegni e degustazioni
Il primo appuntamento, da segnare in agenda con una matita grassa, è per sabato 28 marzo alle ore 10.00 al Centro di Aggregazione Sociale. Qui si terrà una masterclass tecnica che promette di essere un’esperienza imperdibile per addetti ai lavori e appassionati. A guidarla, due enologi che di questo territorio conoscono ogni piega: Paolo Cuguttu e Antonio Tiana. In collaborazione con la sezione ONAV di Nuoro, ci condurranno in un viaggio sensoriale attraverso le principali interpretazioni dell’Arvesiniadu. In degustazione, le etichette di chi ha creduto in questo vitigno con coraggio e visione: da Benetutti, la Cantina Arvisionadu di Pino Mulas, Cantina Dessena, Vigne Boddetto di Marco Tanda e l’Azienda Vitivinicola di Davide Cappai; da Bono, l’Azienda Mulas di Francesca Cabras, Società Agricola Sotgia, Società Agricola Arcanu e l’Azienda Seicentosettantatré di Antonio Tiana. Un’occasione rara per confrontare stili, approcci e anime diverse, tutte legate a un’unica radice varietale.

Il momento clou, però, sarà sabato 9 maggio. Al mattino, gli operatori di settore potranno vivere un’esperienza esclusiva con una degustazione itinerante tra le cantine del centro storico. Nel pomeriggio, spazio alla riflessione con il convegno “Il Diario di un Viaggio: i 10 anni di Arvisionende in Chintina”. E poi, la magia: cortili e vicoli si apriranno al pubblico per un percorso di degustazione diffuso, dove il vino incontrerà i prodotti tipici locali in un abbraccio di sapori autentici. Non una semplice degustazione, ma un’esperienza di convivialità sarda vera, di quelle che ti fanno sentire a casa anche se ci arrivi per la prima volta.
La tradizione che guarda all’innovazione
E poi c’è un dettaglio, segno di come questa manifestazione, dopo dieci anni di cammino, sappia guardare avanti senza mai dimenticare le radici ma che guarda all’innovazione. Nadia De Santis, da Alghero, esperta di enoturismo digitale e ideatrice di Wine App, ha presentato lo strumento che permetterà ai visitatori di consultare il programma, prenotare la masterclass e vivere l’evento in modo interattivo. Perché anche il vino più antico, quando è raccontato bene, sa parlare il linguaggio del presente.
«Il vitigno autoctono Arvisionadu si coltiva da sempre nei nostri territori – mi ha confidato Giampaolo Sanna prima di lasciarci –. Il nostro obiettivo è valorizzarlo e farlo conoscere anche oltre i confini locali. Questo decennale rappresenta un traguardo importante, ma anche un nuovo punto di partenza. Invitiamo tutti a partecipare e a vivere l’esperienza di “Arvisionende in Chintina” anche attraverso strumenti innovativi come Wine App».
L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Benetutti, dall’Associazione Nazionale “Città del Vino”, da Agris e dalla Regione Autonoma della Sardegna.
Informazioni
Per chi volesse esserci, le informazioni e le prenotazioni per la masterclass sono già disponibili: si può scrivere a info@wineapp.it o contattare Giampaolo al 3488037519 e Antonella al 3475511230, o scaricare applicazione Wine App.
Perché l’Arvesiniadu, dopo dieci anni, ha ancora tante storie da raccontare. E a Benetutti, dove “Arvisionende in Chintina” ha saputo seminare con costanza e passione, si è sempre pronti ad arresionare.


